La pubblicazione dei risultati preliminari 2025 di BPER Banca rappresenta un potenziale e immediato catalizzatore pert la quotata modenese. In genere, l’aggiornamento sui conti annuali e sulla politica di dividendo tende a incidere in modo diretto sulle valutazioni di mercato, soprattutto quando emergono scostamenti rispetto alle attese o segnali di rafforzamento della redditività. Non è quindi escluso, considerando il timing dell’evento (pre-market), le azioni BPER possano registrare movimenti di prezzo anche rilevanti, sia in senso positivo sia correttivo fin dal primo minuto di scambi.
Nella seduta odierna, penultima della settimana, il titolo BPER Banca muoverà a partire da 12,32 euro, valore che indica un rialzo di circa il 4% da inizio anno. Un progresso moderato, che riflette un approccio ancora prudente del mercato e lascia spazio a nuove valutazioni alla luce dei conti 2025 e del dividendo BPER Banca 2026, oggi al centro dell’attenzione degli investitori.
Il primo elemento osservato dagli operatori riguarda il dividendo BPER Banca 2026, relativo all’utile dell’esercizio 2025. Il consiglio di amministrazione ha proposto una cedola complessiva pari a 0,65 euro per azione, in aumento rispetto agli 0,60 euro distribuiti lo scorso anno. La remunerazione include un acconto di 0,10 euro per azione già corrisposto nel novembre 2025. Di conseguenza il saldo sul dividendo BPER 2026 sarà pari a 0,55 euro.
Dal punto di vista finanziario, l’incremento della cedola conferma una politica di payout progressiva, coerente con il rafforzamento degli utili e con un livello di capitale ancora solido. Per il mercato, il messaggio è chiaro: BPER intende condividere la crescita della redditività con gli azionisti, senza compromettere gli equilibri patrimoniali.
In termini di attrattività del titolo, il dividendo rappresenta un supporto importante alle quotazioni, soprattutto in una fase in cui molti investitori privilegiano flussi cedolari visibili e sostenibili.
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Passando ai risultati economici del 2025, BPER Banca ha chiuso l’esercizio con un utile netto (quota di pertinenza del gruppo) pari a 1,82 miliardi di euro, in netto miglioramento rispetto agli 1,4 miliardi del 2024. La dinamica evidenzia una crescita significativa della capacità di generare profitti, anche in un contesto macro meno favorevole rispetto agli anni precedenti.
Il risultato della gestione operativa ha registrato un balzo da 2,54 a 3,58 miliardi di euro, con un incremento superiore al 40%, sostenuto sia dalla crescita dei ricavi sia da un contenimento degli oneri operativi. Un mix che il mercato tende a premiare, perché segnala efficienza strutturale e non solo un beneficio temporaneo legato ai tassi.
I proventi operativi netti hanno raggiunto 6,59 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 5,57 miliardi dell’anno precedente. In particolare, le commissioni nette sono cresciute del 16,9%, arrivando a 2,41 miliardi, mentre il margine di interesse ha segnato un progresso del 13% a 3,82 miliardi di euro. La diversificazione delle fonti di ricavo riduce la dipendenza dal solo spread creditizio e rafforza il profilo industriale del gruppo.
Sul fronte patrimoniale, i crediti netti verso la clientela si sono attestati a 128,7 miliardi di euro. La qualità dell’attivo resta sotto controllo, con un NPE ratio lordo al 2,1% e un NPE ratio netto all’1%, livelli che collocano BPER tra gli istituti più solidi del panorama domestico.
Il Common Equity Tier 1 si posiziona al 14,8%, in lieve flessione rispetto al 15,8% di fine 2024, ma ancora ampiamente sopra i requisiti regolamentari. Il dato riflette anche l’impatto del consolidamento linea per linea della Popolare di Sondrio a partire dal 1° luglio 2025, operazione che amplia il perimetro del gruppo ma assorbe temporaneamente capitale.
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In sintesi, i conti 2025 e il dividendo BPER Banca 2026 sembra delineare uno scenario complessivamente costruttivo per le azioni in borsa. L’aumento dell’utile, la crescita dei ricavi e una cedola più generosa rappresentano fattori di supporto alle quotazioni.
Nel breve termine, tuttavia, non sono da escludere oscillazioni anche marcate, legate alle prese di beneficio o al confronto con le aspettative già incorporate nei prezzi. Nel medio periodo, la combinazione di redditività elevata e ritorno per gli azionisti resta il principale driver per una rivalutazione del titolo. Da evidenziare che nel lungo termine (anno su anno) le azioni BPER Banca sono cresciute dell’86% risultando uno dei migliori titoli di Piazza Affari.


