Anche nel primo pomeriggio le azioni Unicredit continuano a macinare acquisti a Piazza Affari. Il titolo bancario, mentre è in corso la redazione dell’articolo, avanza del 6 per cento a 78,4 euro venendo battuto solo dall’irraggiungibile STM che registra una progressione di oltre 10 punti percentuali in scia all’accordo raggiunto con Amazon AWS e di cui abbiamo riferito in questo articolo. In questa sede concentreremo l’attenzione unicamente sulla quotata di Piazza Gae Aulenti e questo perchè il balzo in corso oggi significa passaggio a doppia cifra della performance Unicredit su base mensile (ora pari all’11 per cento) e incremento di quella annuale a oltre il 67 per cento.
Le ragioni alla base del rally odierno di Unicredit sono ampiamente note: i conti 2025 particolarmente forti e le aspettative per i prossimi anni. Un recap dei risultati diventa fondamentale per provare a capire come regolarsi sul titolo. In altre parole si tratta di comprendere se dopo l’exploit di oggi le azioni Unicredit avranno ancora lo spazio per salire e se, come sarebbe anche comprensibile, possa arrivare una fase di realizzo.
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Il 2025 di Unicredit si è chiuso con un utile netto di 10,6 miliardi di euro, in crescita del 14% su base annua e superiore alle stime del mercato. Un risultato particolarmente significativo perché ottenuto nonostante 1,4 miliardi di oneri straordinari, anticipati proprio per rafforzare la solidità del percorso di medio periodo.
Anche l’andamento del quarto trimestre, pur in flessione rispetto ai tre mesi precedenti, ha confermato la solidità del business di Piazza Gae Aulenti con 1,8 miliardi di utile, in aumento del 17% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Sia il dato annuale che quello trimestrale sono la dimostrazione della capacità della banca di generare profitti consistenti con continuità.
Passiamo al fatturato. Sul fronte dei ricavi, Unicredit ha registrato ricavi per 23,9 miliardi di euro, in lieve calo (-1,4%). Il margine di interesse si è invece attestato a 13,7 miliardi, risentendo della progressiva discesa dei tassi, mentre commissioni e attività assicurative hanno apportato contributo per 8,7 miliardi, dimostrando una buona diversificazione delle fonti di ricavo.
Uno degli indicatori più apprezzati dagli analisti è stato il costo del rischio, con rettifiche su crediti limitate a 0,7 miliardi. Il dato evidenzia una qualità dell’attivo elevata e una clientela che, nel complesso, continua a reggere il contesto macroeconomico. A questo si aggiunge la crescita dei depositi e un pass-through sui conti correnti intorno al 31%, fattore che ha attenuato l’impatto del calo dei tassi sul margine di interesse.
Sulla base di questi risultati ha preso forma il nuovo piano industriale “Unicredit Unlimited”, che succede a “Unicredit Unlocked”. L’obiettivo del nuovo piano è ambizioso: trasformare l’attuale redditività in un flusso stabile e prevedibile di capitale distribuibile.
Le linee guida del nuovo piano sono a dir poco ambizione:
Si tratta di target che, se dovessero essere raggiunti, non farebbero altro che rafforzare la percezione di Unicredit come banca capace di generare valore anche in una fase meno favorevole per il settore.
Il messaggio più forte per il mercato ha riguardato però la politica di remunerazione. Dopo 9,5 miliardi distribuiti sul 2025, Unicredit ora punta a 30 miliardi di dividendi complessivi nei prossimi tre anni e addirittura 50 miliardi in cinque anni, con la possibilità di ulteriori distribuzioni legate a eventuale capitale in eccesso.
È proprio questa continuità dei ritorni a sostenere la valutazione in borsa della banca. Più che la crescita esplosiva, Unicredit promette stabilità e prevedibilità, elementi molto apprezzati dagli investitori in una fase di maggiore incertezza macro. Ed è qui che si colloca appunto il rally del titolo.
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La reazione positiva del titolo è frutto della convinzione che Unicredit non sia oramai un gruppo con una stabilità industriale ormai consolidata. La scommessa, ora, è sul tempo: mantenere utili elevati e dividendi generosi anche in un contesto di tassi meno favorevoli.
Se le promesse del piano verranno rispettate, la storia recente di Unicredit potrebbe evolvere da rilancio riuscito a rendita prevedibile per gli investitori. Ed è probabilmente questo il vero elemento che il mercato ha iniziato a prezzare dopo i conti 2025 e le decisioni sul dividendo.
Lato tecnico, i prezzi hanno travolto i massimi di periodo a quota 77 euro e, agganciando i 78 euro, hanno di fatto spalancato la porta al prossimo target in area 80 euro (massimo intraday a 79,07 euro). Aggiornati i massimi, Unicredit sta praticamente scrivendo la storia.

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