Chi si avvicina per la prima volta al mondo dei certificati di investimento tende a concentrarsi quasi esclusivamente su due elementi: cedola e sottostante. È comprensibile, ma spesso insufficiente. Esistono infatti variabili operative che incidono in modo diretto sul rendimento finale e che, se ignorate, possono trasformare un’operazione apparentemente conveniente in una scelta inefficiente.
Tra queste, cum date e record date rappresentano due concetti fondamentali, soprattutto per chi investe in certificati a cedola periodica. Capire cosa sono, come funzionano e perché comprare un certificato un giorno dopo può fare una grande differenza è un passaggio obbligato per un investitore consapevole.
Questo report nasce proprio con questo obiettivo: spiegare in modo chiaro e pratico perché il cum date nei certificati è una variabile chiave e come usarla a proprio vantaggio.
La domanda da cui partire è semplice: perché due investitori che comprano lo stesso certificato a distanza di un solo giorno possono avere risultati diversi?
La risposta sta nella struttura di pagamento delle cedole. Nei certificati, il diritto a incassare una cedola non dipende solo dal possesso del titolo, ma dal momento preciso in cui lo si detiene rispetto a determinate date tecniche.
Ignorare queste date significa rischiare di:
Il cum date è l’ultimo giorno di negoziazione in cui il certificato incorpora il diritto alla prossima cedola.
In altre parole:
Questo concetto è simile a quello dei dividendi azionari, ma nei certificati assume un peso ancora maggiore perché le cedole sono spesso una componente centrale del rendimento.
👉 Cosa ricordare: il prezzo del certificato in cum date include già, implicitamente, il valore della cedola futura.
La record date è la data in cui l’emittente verifica chi risulta titolare del certificato per determinare a chi pagare la cedola.
Nei mercati regolamentati:
In pratica:
Per l’investitore retail, la record date è meno importante operativamente, mentre il cum date è la vera data chiave.
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Qui arriviamo al punto centrale.
Il giorno ex date (cioè il giorno successivo al cum date), il certificato:
Questo significa che:
La differenza di prezzo non è casuale: riflette il valore economico della cedola che sta per essere staccata.
Ed eccoci arrivati alla domanda cruciale: ha senso comprare un certificato il giorno prima dello stacco della cedola?
Dipende, ma spesso la risposta è no.
Per capire meglio il concetto analizziamo uno scenario tipico con un esempio:
Se compri in cum date:
Se compri ex date:
👉 Il risultato finale sarà simile, ma nel primo caso anticipi capitale e fiscalità.
Un altro aspetto spesso ignorato riguarda la fiscalità delle cedole. Parliamo di tassazione certificates, quindi. Ora, le cedole dei certificati sono generalmente tassate al 26% essendo strumenti finanzi e vengono tassate al momento dell’incasso.
Premesso questo, comprare in cum date significa:
mentre comprare ex date permette invece di:
Ci sono però casi in cui comprare in cum date può avere senso.
Ad esempio:
In questi casi, la decisione non è tecnica ma strategica.
La domanda giusta da porsi è: sto comprando il certificato per la cedola o per la struttura complessiva?
Nei certificati con effetto memoria, il discorso si complica ulteriormente.
Molti investitori pensano: “Compro prima, così mi assicuro la cedola”
In realtà:
👉 Cosa ricordare: la memoria riduce l’urgenza di comprare in cum date.
Ecco gli errori più frequenti tra chi è alle prime armi con i certificati:
Tutti errori evitabili con una semplice regola operativa. Una vera e propria regola d’oro di cui dovresti fare tesoro: se non hai un motivo preciso per comprare in cum date, meglio comprare ex date.
Assumendo questo principio nella tua strategia di investimento potrai:
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Nel mondo dei certificati, i dettagli operativi fanno la differenza. Il cum date non è un tecnicismo da specialisti, ma una variabile concreta che incide su prezzo, rendimento e gestione del capitale. Per un investitore che si avvicina ai certificati, capire quando comprare è importante quanto scegliere cosa comprare.
La domanda finale da porsi non è: “Quanta cedola paga?”
ma:
Ed è proprio qui che il cum date nei certificati diventa uno strumento di consapevolezza, non un ostacolo.


