Google (GOOGL) sta affrontando una nuova pressione normativa mentre la Commissione europea segnala preoccupazioni sulla potenziale inflazione dei prezzi degli annunci online. Una lettera del 9 febbraio della commissione, vista da Reuters, ha evidenziato che le pratiche di asta degli annunci di ricerca di Google potrebbero aumentare artificialmente i prezzi di compensazione, gli importi finali che gli inserzionisti pagano dopo le aste.
Sebbene la commissione non abbia aperto un'indagine formale, la corrispondenza segna una fase iniziale di controllo che potrebbe avere implicazioni significative per il gigante tecnologico. I destinatari della lettera hanno tempo fino al 2 marzo per rispondere, sottolineando l'urgenza dell'indagine del regolatore.
Google ha respinto le preoccupazioni, sostenendo che la sua piattaforma pubblicitaria di ricerca consente alle piccole imprese di competere e mantiene un web libero e aperto. L'azienda ha sottolineato che i prezzi degli annunci sono determinati attraverso aste in tempo reale basate sulla concorrenza, sulla qualità degli annunci e su altri fattori.
Alphabet Inc., GOOGL
La lettera non menziona il precedente passaggio di Google Ad Manager dalle aste al secondo prezzo alle aste al primo prezzo per gli annunci degli editori, né fa riferimento ai privilegi di "last look" o alle differenze nelle aste AdSense. Nonostante queste omissioni, l'indagine solleva questioni sulla trasparenza e l'equità nel modo in cui Google prezza gli annunci, in particolare nel segmento della ricerca.
Il controllo europeo si aggiunge a un elenco crescente di sfide antitrust per le attività pubblicitarie e di ricerca di Google. Negli Stati Uniti, Google ha affrontato sentenze giudiziarie che hanno stabilito che ha abusato del suo monopolio nella ricerca su internet, con l'azienda che segnala che farà appello. Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha anche accusato Google di manipolare le aste online per favorire i propri servizi.
I regolatori hanno avvertito che potenziali cambiamenti ai sistemi pubblicitari di Google potrebbero avere effetti di vasta portata, non solo sugli inserzionisti ma anche sugli editori di siti web, comprese le società di media che si affidano al traffico di ricerca per i ricavi. Gli analisti affermano che questi sviluppi sottolineano i crescenti rischi legali e operativi per Google, influenzando potenzialmente il sentiment di mercato degli investitori.
Dopo la notizia della lettera dell'UE, le azioni di Google hanno mostrato segni di pressione mentre gli investitori soppesano il rischio normativo rispetto alle prospettive di crescita. Qualsiasi misura che limiti le pratiche di asta o la trasparenza di Google potrebbe influenzare i ricavi pubblicitari, un contributore chiave ai guadagni complessivi dell'azienda.
Gli osservatori del settore notano che mentre Google ha navigato con successo le sfide antitrust passate, il continuo controllo sia nell'UE che negli Stati Uniti segnala un ambiente più complesso per la pubblicità digitale. Gli inserzionisti potrebbero affrontare costi più elevati o una ridotta efficienza se le azioni normative costringono Google a modificare le regole delle aste, complicando ulteriormente le prospettive di mercato dell'azienda.
Il post Google (GOOGL) Stock; Pressured as EU Probes Potential Ad Price Inflation è apparso per primo su CoinCentral.


