Tornano protagonisti i compratori sulle azioni Leonardo. Il titolo della difesa si sta avvicinando al giro di boa delle 13 avanzando del 2,44% a 55,4 euro, rialzo che significa migliore performance di tutto il Ftse Mib in una seduta condizionata dalla chiusura per festività della borsa di Wall Street. La progressione odierna consente alla quotata guidata da Cingolani di ridurre il rosso mensile, che si contrae al -4,45%, mentre il bilancio da inizio anno si conferma brillante con un progresso del 75%.
L’accelerazione odierna di Leonardo non nasce dal nulla ma trova un preciso catalizzatore in un nuovo ordine internazionale che, come vedremo tra breve, ha rafforzato ulteriormente il posizionamento del gruppo italiano nel settore aerospazio e difesa.
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A sostenere il rally è l’annuncio di un contratto rilevante con il Ministero della Difesa del Regno dell’Arabia Saudita. Leonardo fornirà quattro C-27J Maritime Patrol Aircraft (MPA) destinati alla Marina saudita, ampliando la cooperazione industriale e militare tra Roma e Riyadh.
L’accordo consolida la presenza internazionale del velivolo da trasporto tattico multimissione C-27J Spartan, che continua a raccogliere consensi in diversi teatri operativi. Con questa commessa, l’Arabia Saudita diventa il ventunesimo operatore globale del C-27J, segnale di una piattaforma ormai matura e riconosciuta a livello internazionale.
Le consegne inizieranno nel 2029, ma l’impatto in termini di visibilità sul portafoglio ordini è immediato. Per il mercato, questo significa maggiore certezza sui flussi di ricavi futuri e rafforzamento del backlog, elemento chiave nelle valutazioni delle società della difesa.
L’ordine saudita non è un semplice ampliamento di flotta. Si tratta infatti del primo programma di acquisizione del C-27J comprensivo di integrazione di armamento per impieghi in ambiente marittimo. In altre parole, non parliamo soltanto di velivoli da trasporto, ma di piattaforme adattate a missioni di pattugliamento marittimo avanzato, contrasto a minacce sottomarine e di superficie, ricerca e soccorso.
Questo dettaglio è cruciale: rafforza il posizionamento di Leonardo non solo come costruttore di aeromobili, ma come integratore di sistemi complessi ad alto valore aggiunto. Il mercato tende a premiare proprio questa capacità di offrire soluzioni complete, con margini generalmente più elevati rispetto alla sola fornitura di piattaforme base.
Da non tralasciare il fatto che il nuovo contratto si va ad inserire in una relazione industriale già consolidata tra Leonardo e l’Arabia Saudita. Nell’estate del 2025 erano stati annunciati due C-27J destinati a missioni di lotta antincendio, trasporto ed evacuazione medica per operatori sauditi.
Il rafforzamento del legame con Riyadh testimonia la credibilità del gruppo italiano in un’area geografica ad alta spesa militare e con programmi di modernizzazione ambiziosi. Per Leonardo, il Medio Oriente rappresenta uno dei mercati più dinamici e strategici.
Inoltre, la flotta globale di C-27J ha superato le 290.000 ore di volo, elemento che consolida l’affidabilità della piattaforma e ne facilita la vendita presso nuovi clienti istituzionali.
Il rialzo del 2,44% non è solo una reazione emotiva alla notizia. Ci sono almeno quattro motivazioni strutturali dietro il ritorno degli acquisti. Vale la pena fare un recap soprattutto se l’intenzione operativa è di lungo termine.
Il fatto che Leonardo sia oggi il miglior titolo del Ftse Mib indica che il mercato sta attribuendo all’ordine un valore strategico.
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Il comparto difesa continua a essere uno dei temi strutturali più forti sui mercati azionari. L’aumento delle spese militari, l’attenzione alla sicurezza marittima e la modernizzazione delle flotte aeree spingono governi e ministeri della difesa a investire in nuove piattaforme.
Leonardo, con il suo portafoglio che spazia dagli elicotteri ai velivoli tattici, dai sistemi elettronici ai radar, si trova in una posizione privilegiata per intercettare questa domanda. L’ordine saudita si inserisce proprio in questa dinamica globale: pattugliamento marittimo e difesa delle rotte commerciali sono temi centrali in un contesto internazionale complesso.
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La domanda ora è se il movimento odierno rappresenti solo un ritrovato sussulto o l’inizio di una nuova gamba rialzista.
Molto dipenderà dalla capacità del gruppo di trasformare l’attuale pipeline commerciale in ulteriori contratti concreti nei prossimi trimestri. Il mercato, dopo un +75% annuo, è esigente: servono conferme continue.
Tuttavia, il segnale lanciato con il contratto saudita è forte. Leonardo dimostra di saper competere su scala globale, di offrire soluzioni integrate ad alto contenuto tecnologico e di consolidare rapporti strategici in aree chiave. Per ora, gli investitori sembrano aver scelto di premiare questa traiettoria. E il fatto che il titolo sia tornato a guidare il Ftse Mib indica che la fiducia sul dossier difesa resta elevata. Tra l’altro proprio a inizio mese corrente gli analisti di Jefferies avevano confermato la loro view bullish sulle azioni Leonardo alzando il target price a 68 euro nettamente sopra le quotazioni correnti.


