Si scatenano gli acquisti sulle azioni ERG che, dopo circa un’ora e mezza dell’avvio degli scambi, avanzano del 4,4% a…Si scatenano gli acquisti sulle azioni ERG che, dopo circa un’ora e mezza dell’avvio degli scambi, avanzano del 4,4% a…

Azioni ERG: si scatenano gli acquisti. Cosa sta infiammando i trader?

2026/02/17 17:52
6 min di lettura

Si scatenano gli acquisti sulle azioni ERG che, dopo circa un’ora e mezza dell’avvio degli scambi, avanzano del 4,4% a 22,6 euro, con volumi in deciso aumento rispetto alla media delle ultime sedute. La performance mese su mese torna così in territorio neutrale, dopo settimane caratterizzate da una certa debolezza e da prese di profitto diffuse sul comparto utility.

Il movimento odierno si distingue per intensità e per il timing: arriva in un contesto in cui il sentiment sul settore energetico resta condizionato dall’incertezza normativa. Proprio per questo il rally assume un significato particolare, segnalando l’ingresso di flussi speculativi e il ritorno dell’attenzione su un possibile catalizzatore straordinario.

Il mercato sta reagendo a indiscrezioni riportate dal Corriere della Sera, secondo cui il gruppo controllato dalla famiglia Garrone starebbe valutando operazioni straordinarie in grado di ridefinire l’assetto azionario della società. In altre parole, si potrebbe riaprire il dossier aggregazioni nel settore delle rinnovabili. Un’ipotesi che fa molta gola al mercato perchè significa più appeal.

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Operazioni straordinarie e riassetto azionario: le ipotesi sul tavolo

Secondo le indiscrezioni di stampa, ERG starebbe analizzando diverse opzioni strategiche, con l’obiettivo di rafforzare la propria posizione nel mercato europeo delle rinnovabili. Tra i nomi circolati figurano A2A, la svizzera Axpo e alcuni fondi di investimento infrastrutturali.

L’ipotesi più accreditata al momento sarebbe quella di una combinazione industriale con un player strategico, piuttosto che un semplice ingresso finanziario. Questo aspetto è centrale: un’aggregazione industriale potrebbe generare sinergie operative, ottimizzazione del portafoglio impianti e maggiore massa critica in un settore che richiede investimenti crescenti e capacità di funding stabile.

L’interesse verso alleanze non nasce dal nulla. Negli ultimi mesi, all’interno della compagine azionaria si sarebbero intensificati i confronti sul futuro del gruppo. ERG è controllata dalla holding SQ Renewables, che detiene il 62,5% del capitale e circa il 77% dei diritti di voto. A sua volta, SQ Renewables è partecipata al 51% dalla famiglia Garrone e al 49% dal fondo australiano IFM. Entrambi i soci condividono l’obiettivo di consolidare il ruolo della società nella transizione energetica, in Italia e in Europa, anche attraverso partnership strategiche.

Il mercato interpreta queste valutazioni come un potenziale preludio a un’operazione di M&A capace di sbloccare valore. Da qui la corsa agli acquisti sulle azioni ERG.

Il dossier A2A e il precedente accordo sull’eolico

Tra i potenziali partner, A2A è il nome che circola con maggiore insistenza. Non si tratterebbe di un rapporto nuovo: lo scorso anno le due società hanno già siglato un Power Purchase Agreement (PPA) di lungo periodo. L’accordo prevede la fornitura da parte di ERG Power Generation di circa 2,7 TWh di energia eolica ad A2A a partire dal 1° gennaio 2027 e per 15 anni.

L’energia è prodotta dal parco eolico di Salemi-Castelvetrano, in Sicilia, in grado di coprire il fabbisogno di circa 41 mila famiglie. L’intesa è coerente con i piani strategici di entrambe le società, orientati alla crescita nelle fonti rinnovabili e alla stabilizzazione dei ricavi attraverso contratti di lungo termine.

Per A2A, utility partecipata dai Comuni di Milano e Brescia e già attiva con una produzione significativa da fonti green, un’eventuale integrazione con ERG rafforzerebbe ulteriormente il portafoglio rinnovabile. Per ERG, invece, l’aggregazione con un grande operatore multiutility garantirebbe una base industriale più ampia, maggiore resilienza finanziaria e capacità di investimento.

Anche Axpo rappresenta un’opzione credibile: il gruppo svizzero è tra i principali operatori elettrici europei e potrebbe essere interessato a rafforzare la propria presenza nel mercato italiano delle rinnovabili. L’eventuale ingresso di fondi infrastrutturali, invece, aprirebbe scenari più finanziari che industriali, con possibili operazioni di valorizzazione o riorganizzazione del capitale.

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L’incognita decreto Bollette e gli scenari per il titolo

Il rally odierno non cancella però le incognite normative. Il settore resta esposto agli effetti del cosiddetto decreto Bollette, su cui il governo è ancora al lavoro. Il provvedimento mira ad alleggerire il peso delle bollette per famiglie e imprese, intervenendo sui meccanismi di formazione dei prezzi e sugli oneri di sistema.

Tra le misure allo studio figurano tagli ai costi del gas per i produttori di energia elettrica, bonus per le famiglie e contributi alle imprese energivore. Il punto critico per le utility quotate è la possibile riduzione del Prezzo Unico Nazionale (PUN), con conseguente compressione dei margini per i produttori di energia, incluse le rinnovabili.

Questa incertezza ha pesato nelle ultime settimane sulle valutazioni del comparto. Il fatto che ERG riesca oggi a sovraperformare indica che il mercato attribuisce maggiore rilevanza alle indiscrezioni su operazioni straordinarie rispetto ai rischi regolatori di breve termine.

Dal punto di vista tecnico, il ritorno sopra quota 22 euro rappresenta un segnale di reazione dopo una fase laterale. Tuttavia, la sostenibilità del movimento dipenderà dalla concretezza delle trattative. In assenza di sviluppi ufficiali, il titolo potrebbe tornare a muoversi in funzione del sentiment settoriale e delle decisioni sul decreto.

Cosa ricordare quindi? Il driver che sta infiammando i trader non è un dato operativo ma una possibile svolta strategica. L’ipotesi di un riassetto azionario o di un’aggregazione industriale riapre il tema del valore implicito degli asset rinnovabili di ERG. Per ora si tratta di indiscrezioni, ma sufficienti a riaccendere l’interesse speculativo su un titolo che, fino a ieri, viaggiava con una performance mensile piatta.

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