Le azioni Edison si stanno avvicinando al giro di boa delle 13:30 registrando un ribasso del 3,5% a 2,35 euro, che porta ad un allargamento del rosso mensile al 2,8%. Il calo del titolo è da correlare con la pubblicazione dei risultati finanziari del 2025 e dall’annuncio delle decisioni sul dividendo 2026, elementi che potrebbero aver influenzato l’andamento del mercato e le aspettative degli investitori. Per comprendere quindi come conviene andarsi a posizionare sul titolo, è il caso di passare in rassegna i risultati.
Edison ha chiuso l’esercizio 2025 con ricavi pari a 17,74 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 15,39 miliardi del 2024, grazie a un incremento della produzione elettrica (+9,3%) e all’aumento dei volumi venduti, accompagnato dall’incremento dei prezzi energetici.
Tuttavia, nonostante la crescita dei ricavi, il margine operativo lordo (EBITDA) ha registrato un calo, passando da 1,71 miliardi a 1,31 miliardi di euro. Anche l’utile netto (esclusa la quota di terzi) ha subito una riduzione, attestandosi a 240 milioni di euro, contro i 403 milioni contabilizzati nel 2024.
Questo andamento potrebbe in parte spiegare la reazione negativa del mercato, con gli investitori che hanno scontato la diminuzione della redditività pur in presenza di ricavi in aumento.
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Scendendo nel conto economico, un elemento positivo riguarda la posizione finanziaria netta, che a fine 2025 risultava positiva per 219 milioni di euro, in netto miglioramento rispetto all’indebitamento di 313 milioni registrato al 31 dicembre 2024.
Il rafforzamento della struttura finanziaria è stato reso possibile dai flussi di cassa operativi e dalle dismissioni di asset non strategici, tra cui Edison Stoccaggio, la centrale termoelettrica di Sesto San Giovanni e la partecipazione nella società greca Elpedison, per un valore complessivo di circa 850 milioni di euro. Questo dato rappresenta un punto di forza per la società, in grado di sostenere la futura distribuzione dei dividendi e possibili investimenti senza aumentare il livello di indebitamento.
Alla luce dei conti 2025, il management di Edison ha proposto la distribuzione di un dividendo relativo all’esercizio 2025 pari a 0,035 euro per le azioni ordinarie e a 0,065 euro per le azioni di risparmio per un ammontare complessivo di 170 milioni di euro.
Le cedole saranno staccate lunedì 27 aprile 2026 e messe in pagamento il 29 aprile.
Come risulta evidente dalla prestazione di borsa della quotata, l’annuncio sul dividendo, pur confermando la politica di remunerazione degli azionisti, non sembra essere bastato a compensare le preoccupazioni del mercato legate al calo dei margini e all’andamento dell’utile netto.
Accanto ai conti 2025, dai vertici di Edison sono arrivate anche indicazioni sul futuro. In considerazione della volatilità dei prezzi energetici e dell’incertezza normativa, la quotata prevede per il 2026 un Ebitda compreso tra 1,2 e 1,4 miliardi di euro.
Più sul lungo termine, è stato poi aggiornata la guidance al 2030. Le stime ora sono per un margine operativo lordo compreso tra 1,7 e 1,9 miliardi di euro. Ribadita la strategia di lungo termine orientata alla crescita sostenibile e alla stabilità finanziaria.
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La combinazione di margini ridotti e utile netto in calo, insieme alle indicazioni sul dividendo, ha influenzato il sentiment degli investitori, determinando il ribasso delle azioni Edison a metà settimana.
Il calo del 3,5% a 2,35 euro riflette la prudenza del mercato, che valuta l’azienda non solo sulla base dei ricavi, cresciuti in modo significativo, ma anche in considerazione della redditività operativa e delle prospettive future nel contesto di volatilità dei prezzi energetici.
Pur con un miglioramento della posizione finanziaria e una politica di dividendi confermata, il mercato rimane attento ai margini operativi e all’andamento dell’utile netto, fattori determinanti per la valutazione della performance complessiva del gruppo energetico.
Per i potenziali investitori, il momento attuale richiede prudenza con il monitoraggio dell’evoluzione del contesto normativo e dei prezzi dell’energia ossia quegli elementi che continueranno a incidere sull’andamento del titolo e sulle strategie di lungo periodo della quotata.


