Mattinata drammatica a Piazza Affari per Fincantieri, che perde il 9,35% a quota 14,93 euro, molto peggio rispetto al Ftse Mib, in calo dell’1,25%. Il tracollo odierno fa salire il passivo mese su mese al 24,71%, lasciando intendere che il il titolo sta scontando una fase estremamente negativa dopo i fasti dei mesi scorsi.
Fin dal primo minuito di scambi, gli investitori hanno iniziato a vendere in modo massiccio cavalcando l’esito dell’accelerated bookbuilding (ABB). C’è quindi una diretta correlazione tra il collocamento e la pressione ribassista sul titolo della cantieristica. La borsa ha recepito non solo il prezzo a sconto dell’operazione, ma anche l’aumento del flottante e la diluizione implicita per gli azionisti esistenti. Vediamo tutto nel dettaglio.
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Fincantieri ha completato il collocamento di 32.588.445 azioni ordinarie, pari al 10% del capitale pre-aumento, per un controvalore lordo di 499,25 milioni di euro, destinato a investitori qualificati e istituzionali. Il prezzo di emissione è stato fissato a 15,32 euro per azione, incorporando uno sconto del 7% rispetto al prezzo di chiusura precedente, pari a 16,47 euro.
La domanda ha superato di molte volte l’offerta, ma il mercato ha reagito al prezzo scontato dell’operazione, percependo una pressione ribassista sulle azioni esistenti.
L’ABB, pur garantendo liquidità e ampliando la base istituzionale, ha creato un effetto immediato di diluizione per gli azionisti preesistenti, alimentando vendite sul titolo.
Secondo quanto comunicato da Fincantieri, l’aumento di capitale è finalizzato a rafforzare la flessibilità finanziaria, accelerare l’implementazione del piano industriale 2026-2030 e sostenere il potenziamento della capacità produttiva. Inoltre, le risorse raccolte potranno supportare eventuali operazioni di crescita inorganica (M&A) e anticipare gli obiettivi di deleveraging, migliorando la struttura patrimoniale.
Nonostante la logica strategica dell’operazione, il mercato ha focalizzato l’attenzione sul prezzo a sconto e sull’impatto diluitivo immediato. La combinazione di flottante ampliato, prezzo inferiore alle attese e possibile riduzione del valore intrinseco per gli azionisti esistenti ha spinto gli investitori a liquidare posizioni, generando un crollo quasi verticale delle quotazioni.
Gli analisti sottolineano che l’ABB, pur essendo un veicolo rapido ed efficiente per raccogliere capitali, può avere effetti psicologici sul mercato se il prezzo di collocamento non viene percepito come equo.
In questo caso, il -9,35% odierno potrebbe testimoniare proprio la preoccupazione degli operatori rispetto al rapporto tra prezzo di emissione e valore di mercato.
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Dal punto di vista tecnico, il ribasso odierno segna una fase di debolezza molto accentuata, con il titolo che sconta non solo il prezzo dell’ABB, ma anche le attese sul percorso di valorizzazione post-aumento. Gli investitori sono ora concentrati su come la società utilizzerà le risorse raccolte, sulla realizzazione degli obiettivi di capacità produttiva e sulla capacità di generare ritorni coerenti con il prezzo delle azioni.
Nel breve termine, la performance del titolo rimane guidata dalle dinamiche dell’ABB e dalla percezione del mercato circa l’effetto diluitivo. La caduta del 9,35% a 14,93 euro, superiore al ribasso del Ftse Mib, riflette una combinazione di fattori: sconto del collocamento, maggiore flottante e prese di profitto da parte degli investitori istituzionali.
L’impressione è che Fincantieri stiano come pagando un prezzo immediato per l’operazione strategica di rafforzamento patrimoniale, con il mercato che valuta il titolo più dal punto di vista tecnico-finanziario che strategico. Gli occhi degli investitori restano ora puntati sui prossimi passi della società. Attenzione comunque a non drammatizzare eccessivamente quello che sta accadendo perchè parliamo sempre di una quotata che anno su anno risulta essere apprezzata per oltre il 73%.


