Il 23 febbraio 2026, la Federal Reserve ha presentato una proposta formale per eliminare permanentemente il "rischio reputazionale" dal suo quadro di supervisione bancaria – un concetto a lungo criticato dalle aziende crypto e da alcuni legislatori come uno strumento indiretto per scoraggiare le banche dal servire determinate industrie legali.
La proposta è ampiamente vista come una risposta diretta ad anni di tensione tra regolatori e società di criptovaluta, che hanno sostenuto di essere state silenziosamente escluse dai servizi bancari essenziali nonostante operassero nel rispetto della legge.
Al centro della proposta c'è una direttiva chiara: gli esaminatori bancari non sarebbero più autorizzati a penalizzare o scoraggiare le istituzioni finanziarie dal servire clienti impegnati in attività lecite sulla base di preoccupazioni reputazionali.
Invece, le valutazioni di supervisione si concentrerebbero strettamente sul rischio finanziario misurabile – inclusi sicurezza, solidità, liquidità, adeguatezza patrimoniale e conformità alle leggi stabilite. I giudizi soggettivi sulla percezione pubblica o sulla sensibilità politica non farebbero più parte del quadro di revisione ufficiale.
La mossa formalizza una direzione politica che ha iniziato a cambiare a metà del 2025 e ora cerca di consolidare quel cambiamento in una regolamentazione vincolante. La Fed ha aperto una finestra di commento pubblico di 60 giorni, che si estende fino alla fine di aprile 2026, prima di finalizzare la regola.
All'interno della comunità degli asset digitali, l'iniziativa è vista come il capitolo finale di quella che i critici hanno etichettato come "Operation Choke Point 2.0" – un presunto modello di pressione normativa che scoraggiava le banche dal lavorare con aziende legate alle criptovalute.
I partecipanti del settore hanno a lungo sostenuto che segnali di supervisione informali hanno portato le banche a chiudere silenziosamente conti o evitare di accettare clienti crypto del tutto, anche quando quelle aziende rispettavano le leggi esistenti. Rimuovendo il "rischio reputazionale" come fattore di supervisione, la Fed sembra segnalare che l'attività lecita da sola non può giustificare attriti normativi.
La Vice Presidente della Federal Reserve per la Supervisione Michelle Bowman ha sottolineato che la discriminazione contro le imprese legali basata su considerazioni politiche o religiose è illegale. Le sue osservazioni hanno rafforzato la posizione della Fed secondo cui la supervisione dovrebbe rimanere fondata su metriche oggettive di rischio finanziario.
I legislatori favorevoli all'innovazione degli asset digitali hanno accolto con favore la proposta, inclusa la senatrice Cynthia Lummis, che ha costantemente sostenuto che i regolatori non dovrebbero bloccare l'accesso delle aziende crypto ai servizi bancari semplicemente a causa del loro settore.
Le principali aziende crypto e i gruppi di advocacy hanno descritto la mossa come un momento di svolta che potrebbe normalizzare gli asset digitali all'interno del sistema finanziario tradizionale. Aziende come Galaxy Digital hanno precedentemente indicato l'accesso bancario come uno dei maggiori colli di bottiglia strutturali che il settore affronta.
Nel frattempo, le grandi istituzioni finanziarie – tra cui JPMorgan, Goldman Sachs e BNY Mellon – hanno riferito di star espandendo la loro infrastruttura blockchain e le capacità di custodia, posizionandosi per un'integrazione più ampia degli asset digitali sotto guardrail normativi più chiari.
Se finalizzata, la regola potrebbe ridurre significativamente l'incertezza normativa per le banche che considerano clienti crypto. La rimozione del controllo reputazionale probabilmente ridurrebbe il timore di contraccolpi di supervisione informali, rendendo le istituzioni più a loro agio nel mantenere o aprire conti per le aziende di asset digitali.
Per le startup crypto e le aziende consolidate, un accesso più facile ai servizi bancari essenziali – inclusi buste paga, pagamenti fiscali e conti di liquidazione – potrebbe rimuovere un ostacolo operativo di lunga data.
Una maggiore chiarezza potrebbe anche incoraggiare le banche più tradizionali ad espandersi nella custodia, liquidazione e servizi ETF legati a Bitcoin e altri asset digitali, accelerando potenzialmente la partecipazione istituzionale nell'ecosistema crypto più ampio.
Le prossime settimane determineranno se il feedback pubblico altera la struttura finale della regola. Ma per ora, la proposta della Federal Reserve segna uno dei segnali normativi più diretti finora che l'attività crypto lecita non dovrebbe essere messa da parte dalla sola interpretazione di supervisione.
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