La Borsa Italiana ha aperto il mese di marzo in profondo rosso, travolta dall’escalation militare in Medio Oriente. Quando manca…La Borsa Italiana ha aperto il mese di marzo in profondo rosso, travolta dall’escalation militare in Medio Oriente. Quando manca…

Borsa Italiana in profondo rosso con guerra: dove si accaniscono i venditori

2026/03/02 19:36
6 min di lettura
Per feedback o dubbi su questo contenuto, contattateci all'indirizzo crypto.news@mexc.com.

La Borsa Italiana ha aperto il mese di marzo in profondo rosso, travolta dall’escalation militare in Medio Oriente. Quando manca circa un’ora al giro di boa delle 13,30 il Ftse Mib cede l’1,8%, in linea con il movimento di forte avversione al rischio che sta colpendo l’intero continente europeo. L’attacco di Stati Uniti e Israele contro l’Iran e la conseguente risposta di Teheran hanno acceso il timore di un conflitto esteso nell’area più sensibile per l’approvvigionamento energetico globale.

Il rischio geopolitico sta alimentando un’ondata di vendite sui mercati azionari, con gli investitori che riducono l’esposizione agli asset ciclici e ai settori più legati alla crescita economica. Le borse asiatiche hanno chiuso in netto calo, mentre i future su Wall Street arretrano di circa un punto percentuale, confermando che la pressione ribassista non è un fenomeno isolato.

La tensione riguarda soprattutto il possibile impatto sulle catene di approvvigionamento energetico. Dallo stretto di Hormuz transita circa un quinto del petrolio mondiale e una quota rilevante del gas liquefatto. Il timore che le petroliere evitino l’area sta già producendo effetti diretti sui prezzi delle materie prime, con il greggio in forte rally e il gas naturale europeo in impennata.

In questo contesto, la borsa di Milano non fa eccezione: il listino principale si muove in deciso arretramento, con vendite concentrate su banche e industriali, mentre i titoli energetici e della difesa mostrano una maggiore resilienza. A voler essere pignoli, il paniere di riferimento di Piazza Affari stava andando anche peggio nella prima parte della mattinata e infatti i minimi di seduta ora sono più lontani.

Broker consigliato

Logo IQ Option
(5/5)
✓ Regulated CySEC License 247/14
Deposito minimo 50€
✔️ Broker regolamentato
Conto di pratica Recensioni
  • ✓ Regulated CySEC License 247/14
  • ✓ Conto di pratica gratuito da 10.000€
  • ✓ Interfaccia intuitiva e strumenti avanzati

Il 72% dei conti degli investitori al dettaglio perde denaro quando si negoziano CFD con questo fornitore

Attenzione: ⚠

CFDs are high-risk instruments and may result in the loss of all your capital.

Dove si accaniscono i venditori: Stellantis, Saipem e banche sotto pressione

Il ribasso non è uniforme, ma colpisce in modo selettivo i comparti più sensibili al ciclo economico e alla fiducia globale. In prima linea c’è Stellantis, che lascia sul terreno il 5% scendendo a 6,58 euro. Il titolo paga il doppio effetto: da un lato il timore di rallentamento della domanda globale di auto, dall’altro l’incertezza sulle forniture e sui costi energetici.

La pressione non risparmia il settore dell’ingegneria energetica. Saipem arretra del 3,7% a 3,43 euro, in un contesto paradossale: il petrolio corre, ma il rischio geopolitico aumenta l’incertezza sugli investimenti e sulle operazioni nell’area mediorientale. L’incremento dei prezzi del greggio, infatti, non si traduce automaticamente in beneficio immediato per tutte le società della filiera.

Le banche risultano tra i comparti più penalizzati. BPER Banca perde il 3,5% a 11,6 euro, mentre Intesa Sanpaolo arretra del 3,43% a 5,63 euro. Il settore finanziario soffre l’aumento dell’incertezza macroeconomica e il potenziale rallentamento della crescita europea. In uno scenario di shock energetico, il rischio è un deterioramento delle prospettive economiche e, di conseguenza, della qualità del credito.

La dinamica è coerente con quanto osservato su altri mercati europei, dove industriali e bancari guidano i ribassi. Gli investitori stanno alleggerendo l’esposizione ai titoli ciclici per spostarsi su asset percepiti come più difensivi.

Petrolio in volata, gas alle stelle: il nodo Iran pesa sulle scelte

Se l’azionario arretra, le materie prime energetiche registrano un movimento opposto. Il future sul WTI balza di circa il 7% verso i 72 dollari al barile, mentre il Brent avanza di oltre l’8% avvicinandosi agli 80 dollari. Solo pochi giorni fa le quotazioni erano significativamente più basse mentre ora si parla di petrolio a 100 dollari al barile. Anche il gas naturale europeo sulla piattaforma TTF di Amsterdam segna un’impennata di circa il 20%, arrivando in area 38 euro al megawattora.

Il motivo è evidente: l’eventuale blocco o rallentamento del traffico nello stretto di Hormuz metterebbe a rischio una quota cruciale dell’offerta globale. Non si tratta soltanto di petrolio destinato all’Asia, ma di un equilibrio complessivo dei flussi energetici che sostiene l’intera economia mondiale.

Nonostante ciò, la corsa verso gli asset rifugio appare, per ora, contenuta. I Treasury americani mostrano una leggera flessione dei prezzi, segno che il mercato non sta ancora scontando uno scenario di guerra prolungata e sistemica. In altre parole, c’è ancora la percezione che il conflitto possa restare circoscritto o trovare una soluzione diplomatica relativamente rapida.

Questo equilibrio fragile si riflette sull’azionario: da un lato vendite aggressive sui titoli più esposti alla crescita, dall’altro acquisti selettivi su energia e difesa. A Milano si distinguono infatti alcune performance positive nel comparto petrolifero e industriale legato alla sicurezza, che beneficiano direttamente dell’aumento dei prezzi del greggio e delle tensioni militari.

Broker consigliato

Logo Dukascopy
(4/5)
✓ Sicurezza Gruppo Bancario Svizzero
Deposito minimo 100$
✔️ Broker regolamentato
APRI DEMO LIVE Recensioni
  • ✓ Sicurezza Gruppo Bancario Svizzero
  • ✓ Leva fino a 1:30
  • ✓ Protezione da Saldo Negativo

74.54% di conti di investitori al dettaglio perdono denaro a causa delle negoziazioni in CFD con questo fornitore.

Attenzione: ⚠

CFDs are high-risk instruments and may result in the loss of all your capital.

Comportamento degli investitori: cosa fare adesso?

Il movimento odierno è tipico delle fasi di shock geopolitico improvviso. Gli investitori istituzionali riducono l’esposizione al rischio, tagliano le posizioni sui titoli ciclici e incrementano la liquidità o si rifugiano in settori difensivi. La volatilità aumenta e i flussi si concentrano su poche aree di mercato.

La domanda chiave è: siamo di fronte a una correzione tattica o all’inizio di una fase ribassista più strutturale? Molto dipenderà dall’evoluzione del conflitto con l’Iran. Se l’escalation dovesse ampliarsi e coinvolgere stabilmente le rotte energetiche, l’impatto sull’inflazione e sulla crescita globale sarebbe significativo. In quel caso, la pressione sulle Borse potrebbe intensificarsi.

Al contrario, una rapida de-escalation ridimensionerebbe i timori e potrebbe favorire un recupero tecnico dei listini, soprattutto sui titoli più penalizzati. Stellantis, Saipem e le banche sono oggi sotto pressione, ma in uno scenario di normalizzazione potrebbero essere le prime a beneficiare di un rimbalzo.

Per l’investitore, il momento richiede disciplina. In ottica di breve termine, la volatilità potrebbe restare elevata. Chi opera tatticamente deve valutare livelli tecnici e gestione del rischio con estrema attenzione. In ottica di medio periodo, invece, è essenziale distinguere tra shock temporaneo e cambiamento strutturale dello scenario macro.

La guerra in Iran rappresenta un fattore esogeno difficile da modellizzare. Tuttavia, la storia dei mercati insegna che gli shock geopolitici producono movimenti intensi ma spesso concentrati nel tempo, salvo trasformarsi in crisi energetiche prolungate.

Oggi il segnale è chiaro: Ftse Mib in calo dell’1,8% (ma lontano dai minimi di seduta), vendite concentrate su banche e industriali, energia in rally. La reazione è coerente con l’aumento del rischio percepito.

La prossima mossa dipenderà non solo dai fondamentali, ma dalla traiettoria del conflitto. In questa fase, la gestione della liquidità e la selettività settoriale diventano le leve centrali per attraversare la tempesta.

Opportunità di mercato
Logo Citigroup
Valore Citigroup (CON)
$109.05
$109.05$109.05
-1.32%
USD
Grafico dei prezzi in tempo reale di Citigroup (CON)
Disclaimer: gli articoli ripubblicati su questo sito provengono da piattaforme pubbliche e sono forniti esclusivamente a scopo informativo. Non riflettono necessariamente le opinioni di MEXC. Tutti i diritti rimangono agli autori originali. Se ritieni che un contenuto violi i diritti di terze parti, contatta crypto.news@mexc.com per la rimozione. MEXC non fornisce alcuna garanzia in merito all'accuratezza, completezza o tempestività del contenuto e non è responsabile per eventuali azioni intraprese sulla base delle informazioni fornite. Il contenuto non costituisce consulenza finanziaria, legale o professionale di altro tipo, né deve essere considerato una raccomandazione o un'approvazione da parte di MEXC.