Il 2026 si è aperto con una leggera flessione per Deutsche Bank, che ha registrato un arretramento di circa il 5,5% nelle prime settimane dell’anno. Un movimento che, a una lettura superficiale, potrebbe apparire come un cambio di passo. In realtà, osservando la struttura grafica di medio e lungo periodo, il quadro rimane costruttivo e coerente con una tendenza rialzista ancora intatta.
Dal punto di vista tecnico, il titolo continua a muoversi all’interno di un canale ascendente di lungo periodo, costruito a partire dai minimi relativi di settembre 2023. Proprio il recente test del limite inferiore di questo canale ha rappresentato un passaggio chiave: il rimbalzo avvenuto su quell’area rafforza l’idea che il supporto dinamico stia continuando a svolgere la sua funzione di contenimento delle pressioni ribassiste.
Finché le quotazioni resteranno sopra la trendline primaria, la struttura di fondo potrà essere considerata positiva. In quest’ottica, eventuali correzioni non devono essere automaticamente interpretate come segnali di inversione, bensì come movimenti fisiologici all’interno di un trend rialzista strutturato.
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Se il lungo periodo offre ancora indicazioni incoraggianti, l’analisi di breve e medio termine suggerisce maggiore prudenza. La fase di salita più recente è stata accompagnata da volumi progressivamente più piatti, elemento che spesso anticipa una perdita di forza del movimento in corso.
Un altro fattore tecnico da monitorare con attenzione è l’RSI a 14 periodi, che ha mostrato una divergenza ribassista rispetto ai massimi di prezzo. In termini pratici, mentre le quotazioni tentavano nuovi allunghi, l’oscillatore non è riuscito a confermare la stessa intensità. Questo tipo di configurazione non implica automaticamente un’inversione, ma segnala un indebolimento del momentum.
In particolare, emergono tre elementi chiave:
• Divergenza ribassista sull’RSI
• Rottura di un primo supporto statico sull’oscillatore
• Progressivo allontanamento dalla resistenza dinamica
La violazione del supporto statico rappresenta il primo campanello d’allarme. Se dovesse aggiungersi anche la rottura del supporto dinamico dell’oscillatore, la probabilità di una fase correttiva più estesa aumenterebbe sensibilmente.
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Il quadro complessivo di Deutsche Bank si presenta oggi in una fase di equilibrio delicato. Da un lato, la struttura primaria rialzista rimane valida, sostenuta da una traiettoria ben inclinata e da una distanza ancora ampia tra i prezzi e la trendline di lungo periodo. Dall’altro, i segnali di affaticamento nel breve termine suggeriscono che il mercato potrebbe necessitare di una fase di riassestamento.
Il nodo centrale sarà la capacità del titolo di riassorbire la divergenza tecnica e riportare l’RSI sopra i livelli chiave di controllo. In caso contrario, potrebbe svilupparsi una fase di consolidamento laterale o correzione controllata, utile a smaltire gli eccessi accumulati nel movimento precedente.
Per gli investitori orientati al medio-lungo periodo, il focus resta sulla tenuta dei supporti dinamici principali. Per chi opera nel breve, invece, la gestione del rischio diventa prioritaria, soprattutto in presenza di segnali di momentum meno convincenti.
Deutsche Bank conserva quindi una forza strutturale di fondo, ma l’evoluzione delle prossime settimane sarà determinante per capire se il trend rialzista riprenderà slancio oppure entrerà in una fase di pausa tecnica più profonda.
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